Credi di non avere abbastanza tempo, ma quello che ti manca è una mappa
Tutti dicono di non avere abbastanza tempo. Molti, però, non saprebbero spiegare con precisione dove sia finito.
Articoli lunghi, guide, casi. Meno frequenti di Notes, più strutturati. Per quando hai un problema preciso e vuoi la risposta intera.
Tutti dicono di non avere abbastanza tempo. Molti, però, non saprebbero spiegare con precisione dove sia finito.
C'è una narrazione sul successo imprenditoriale che circola ovunque e che, probabilmente, hai sentito più volte.
Qualche giorno fa mi ha scritto il titolare di un e-commerce di abbigliamento. Mi raccontava di aver investito moltissimo negli ultimi mesi per aumentare le vendite.
Ogni settimana ricevo messaggi da imprenditori che mi dicono più o meno la stessa cosa.
Studi gli algoritmi, aggiorni i contenuti, costruisci backlink, monitorizzi le keyword, fai tutto quello che le agenzie SEO ti hanno insegnato.
La maggior parte dei tuoi clienti non ha scelto la tua azienda. Ha scelto te. Sono convinto di questo non perché sia una teoria affascinante, ma perché è ciò che accade nella realtà, indipendentemente da quanto tu voglia crederlo.
Negli ultimi anni mi è capitato di confrontarmi con imprenditori che operano nei settori più diversi. Alcuni riescono ad acquisire nuovi clienti con continuità, altri rimangono sostanzialmente fermi.
Negli ultimi vent'anni il marketing digitale ha seguito una logica piuttosto semplice. Un potenziale cliente riconosce un bisogno, apre Google, confronta alcune alternative, visita qualche sito, legge recensioni, guarda qualche contenuto sui social e, infine, prende una decisione.
Ho visto imprenditori investire decine di migliaia di euro al mese in pubblicità e ritrovarsi, da un giorno all'altro, con l'account sospeso.
C'è una dinamica che vedo ripetersi continuamente negli imprenditori che intendono voler affermare la loro presenza online.
Hai un elenco di persone che ti hanno dato il loro indirizzo email. Magari sono 100, magari sono 10.000. Non importa il numero: quello che importa è cosa significa davvero aver ricevuto quel permesso, quella fiducia iniziale.
C'è una conversazione che faccio almeno una volta al mese con imprenditori che hanno costruito qualcosa di interessante.
C'è una cosa che ho notato in quasi tutte le aziende, dai freelancer ai founder con team vari. Hanno un pubblico che li ama, le persone li seguono, e poi quando arriva il momento di vendere, sorridono educatamente e se ne vanno.
Hai un funnel, magari anche due o tre. Li stai testando costantemente, cambiando le headline, provando nuove CTA, modificando i colori dei pulsanti, variando il copy della landing page.
Nel 2026, il 16% del lavoro di marketing è già automatizzato dall’intelligenza artificiale. Entro il 2028 – quindi tra meno di due anni – quella percentuale salirà al 36%. Più del doppio.
La domanda che mi fanno è sempre la stessa: “Cosa sto sbagliando?” La mia risposta li spiazza sempre: “ Probabilmente nulla. Stai facendo bene quello che fai. Il problema è che stai costruendo un’audience, non un business.”
Quante volte hai letto articoli sulla produttività? Quanti metodi hai provato? Quante app hai scaricato per "organizzare meglio la tua giornata"?
C'è un'idea sbagliata che quasi tutti hanno quando iniziano: "Ho un pubblico piccolo, quindi devo tenere i prezzi bassi."
Parliamoci chiaro: quanti piani di marketing hai creato nella tua vita che poi non hai mai seguito?
Tutti cercano di crescere. Più follower, più iscritti, più reach, più visibilità. È il mantra del marketing moderno: scala, espandi, raggiungi il maggior numero di persone possibile.