In quest’intervista, la campionessa di basket e il suo mental coach raccontano del percorso di crescita sportiva e personale che hanno compiuto assieme e di cui parlano nel libro “Io sono: il viaggio di Giorgia Sottana”, edito da Startmehub.

Questa intervista riguarda due figure incredibili del panorama sportivo italiano.

Forse penserai: cosa c’entra questo con il web marketing?

Beh, è semplice: come sai, qui ti racconto, tra le altre cose, storie di successo ed esempi di mentalità vincenti che hanno permesso alle persone di raggiungere i propri obiettivi. Non solo: c’è qualcosa che mi lega in particolare a questa coppia meravigliosa – e lo stai per scoprire.

Comunque, di chi ti sto parlando?

Di Giorgia Sottana e Gabriele Bani. Li conosci?

Lei è una super premiata campionessa di basket; una giocatrice fortissima, una tigre del parquet che gira per l’Europa e che è stata ovviamente selezionata anche per la nazionale.

Lui è il mental coach di grandi campioni sportivi, ma anche di imprenditori e professionisti che vogliono ottenere il massimo dalla propria attività e nella propria vita.

Bene, devi sapere che insieme hanno scritto a quattro mani un libro fantastico, dal titolo “Io sono: il viaggio di Giorgia Sottana“.

Ho avuto l’onore e il piacere di pubblicarlo come editore: si tratta di un progetto che mi ha colpito tantissimo e che mi è piaciuto molto, perché questi due personaggi, apparentemente molto diversi, in realtà si amalgamano molto bene insieme.

Tra l’altro, il ricavato è stato dato in beneficienza a NutriAid, sia la parte degli scrittori e autori che la parte dell’editore – non è stato trattenuto davvero neanche un euro.

Nell’intervista che leggerai fra pochissimo scoprirai che le loro personalità sono, secondo me, diverse da quelle che uno si aspetta. Giorgia, che è fortissima sul campo e super aggressiva, mi è sembrata timida, a tratti un po’ impacciata nel relazionarsi durante l’intervista, e incredibilmente dolce. Gabriele, che è una persona che io ho avuto il piacere di conoscere qui in studio, è molto tranquillo, molto pacato, ma ha delle uscite molto sagaci e a volte molto precise, pungenti, nei confronti del mondo del coaching o comunque di quello che è il mondo del professionismo in generale.

Entrambi si rivelano in modo sorprendentemente interessante, parlandoci di cosa fanno, di cosa hanno ottenuto lavorando insieme e di come è nato il loro libro. Ti consiglio assolutamente di acquistarlo su Amazon in versione Kindle o stampata (ti ricordo che tutto il ricavato va in beneficienza a NutriAid).

Ti lascio con l’intervista a Giorgia Sottana e Gabriele Bani. Buon divertimento.

La campionessa e il mental coach: ecco chi sono

Valerio: Buongiorno e ben ritrovati, sono Valerio Fioretti di Valerio.it e oggi ho il piacere di avere come ospiti super speciali la campionessa Giorgia Sottana e il mental coach Gabriele Bani, autori di questo fantastico libro “Io sono: il viaggio di Giorgia Sottani“. Buongiorno Gabriele, buongiorno Giorgia.

Gabriele: Buongiorno.

Giorgia: Buongiorno.

Valerio: Buongiorno. Per chi non vi conosce io darei, prima di tutto, la parola al gentil sesso. Giorgia, facci un’introduzione rapidissima su chi sei e che cosa fai.

Giorgia: Sono Giorgia Sottana, gioco nella nazionale italiana di pallacanestro, quindi sono una giocatrice di basket. Questo è quello che faccio nella vita, poi per quello che sono ci vorrebbe un po’ più tempo per spiegarlo. In sostanza questo è ciò che faccio, e niente, eccomi qua.

Valerio: Ok. Gabriele?

Gabriele: Buongiorno, io invece sono Gabriele Bani, sono un mental coach. Collaboro con Giorgia, con altri atleti professionisti e anche altri imprenditori che vogliono tirare fuori la propria eccellenza. Per fare una…

Valerio: Ok.

Gabriele: …piccola introduzione, sì, Giorgia dice quello che fa, ma nel libro di cui parliamo scoprirete chi è lei e soprattutto quanto è importante per un’atleta, ma anche per una qualsiasi persona, scoprire il proprio essere. Se posso dire qualcosa per quanto riguarda me, io sono una persona che fa il mental coach ed è un mental coach, quindi cerca di essere d’esempio, con le proprie azioni, per quello che cerca di trasmettere per la vita.

Valerio: Allora, chiariamo subito una cosa. Chi è e che cosa fa il mental coach? Se puoi spiegarci così, in 20 secondi, giusto per non confonderci con altre figure più o meno professionali. Ok?

Gabriele: Ok. Perfetto. Il mental coach è una persona che ha studiato come funziona il cervello, quindi quali sono le strategie mentali che possono permettere ad una persona di essere realmente efficace. Il mental coach lavora con persone sane, quindi persone che stanno bene, che vogliono migliorare i propri risultati e che vogliono avere una vita più eccellente, tirare fuori il 100% di loro stessi.

Valerio: Perfetto. Giorgia, tu quand’è che hai iniziato a giocare a basket? Presumo da piccolissima.

Giorgia: Io ho iniziato a giocare a basket che ero veramente veramente piccola, stiamo parlando di… Madonna, sono vecchia ormai, stiamo parlando di 25 anni fa. Appena ho potuto muovere i primi passi con una palla in mano ho iniziato.

Valerio: Sei andata in campo. Quanto sei alta?

Giorgia: 1.77 – 1.78, dipende se con scarpe o senza scarpe.

Valerio: Ok. Senti Giorgia, dato che sei un’atleta professionista, hai una serie di coach, di persone varie che ti seguono? Penso ci siano persone che ti seguono per l’alimentazione, la forma fisica, le strategie, le tecniche di gioco. Penso ci siano una valanga di professionisti che ti circondano, che comunque si prendono cura di te e della tua carriera. Il mental coach è una cosa che hanno tutti o è stata una tua scelta? Sei una delle poche oppure è un’abitudine, per i professionisti dello sport, avere un mental coach al proprio fianco?

Giorgia: Mi piacerebbe prima di tutto fare una premessa: sì siamo professioniste e sì, a volte ci vengono messe a disposizione delle figure come il nutrizionista o il preparatore atletico, o dei coach personalizzati ecc., però non è proprio così scontata la cosa. Penso che quando sei un professionista devi saperti prendere cura del tuo corpo, e sapere quando hai bisogno o no di queste figure. Questo è quello che mi è successo esattamente con Gabry, quando ho deciso di lavorare con un mental coach.

È una figura ancora non molto conosciuta qui in Italia, è una figura che anche io ho scoperto e nei confronti della quale all’inizio ero un po’scettica (Gabry può confermare). Sicuramente non è una cosa che ti viene messa a disposizione, e penso che da una parte sia giusto così, perché è giusto che ognuno si renda conto di quello di cui ha bisogno. È giusto che ognuno faccia il possibile per raggiungere gli obiettivi, quindi anche investire del tempo (in questo caso anche denaro), o comunque della voglia per migliorarsi.

Valerio: Certo. Invece tu, Gabriele, raccontaci come hai conosciuto Giorgia, come vi siete approcciati, come vi siete incontrati.

Gabriele: È stato grazie al nostro amico comune, Piero Zanella, che è poi colui che ha scritto la parte di prefazione del libro, che praticamente ho… Come mental coach, una cosa che mi piace fare è intervistare persone di successo, persone che ottengono grandissimi risultati. Giorgia era una ragazza che aveva vinto tutto in Italia, e praticamente il suo curriculum parlava per lei. Ho allora detto a Piero: “Guarda, avrei bisogno di intervistare persone di successo, in modo tale da capire bene quali sono le proprie strategie che gli permettono di ottenere questi risultati”. Da lì, ricordo che ero tranquillamente ad Ancona, una telefonata ed è partita così la nostra avventura.

Valerio: Quindi è cominciata lì. Da quant’è che lavorate insieme, da quanto tempo?

Gabriele: Ormai sono 3 anni.

L’idea del libro e il suo scopo

Valerio: 3 anni, ok. Da quale idea, da quale intuizione, necessità o voglia di esprimere nasce il libro? Chiediamo prima a Giorgia.

Giorgia: Devo dire che io e Gabry ci siamo subito trovati d’accordo su un valore che abbiamo in comune, che è quello di voler fare del bene. Questa cosa ci ha accomunato fin dall’inizio, in realtà è nato tutto un po’ per scherzo. All’inizio del nostro percorso, un giorno, abbiamo detto “ma dai, magari un giorno scriveremo un libro”. In realtà per me scrivere è sempre stata una passione, per Gabry…

Valerio: No.

Giorgia: …alzo le mani.

Valerio: No no no no.

Giorgia: Da qui è quindi nata l’idea di scrivere questo libro sul mio percorso, che può essere utile sia a chi lo legge, sia per la parte benefica per cui abbiamo deciso di devolvere tutto il ricavato a NutriAid. Cerchiamo di fare del bene in due strade diverse.

Valerio: E parallele.

Giorgia: E parallele, già.

Valerio: Vanno insieme, vanno insieme. Tu, Gabriele, cosa pensi? Questo libro come può aiutare il lettore?

Gabriele: Il lettore, leggendo questo libro, si può assolutamente immergere nei sentimenti di una persona come quella che è Giorgia, una persona che comunque sia ha degli obiettivi importanti e ha anche delle sfide importanti. Può quindi capire quali sono i passi muovere, ma anche quali sono le sfide, le difficoltà, che tutti noi viviamo costantemente ogni giorno. Qui trova anche delle strategie che gli permettono di capire come affrontare bene questi passi, queste criticità, perché la vita è bella anche perché è complicata.

Avere gli strumenti giusti al momento opportuno ti permette anche di avere quella forza in più, quello stimolo in più. Il lettore può legarsi emotivamente a Giorgia e, dall’altra parte, con quello che sono i miei consigli e le mie strategie, trovare quello che gli serve per poi sentirsi equipaggiato per affrontare al meglio la vita.

Valerio: Questo libro lo avete scritto a 4 mani? Lo avete fatto un pezzo per uno, un capitolo per uno, oppure prima uno stilava un capitolo e l’altro lo revisionava? Sono interessato alla tecnica che avete usato per buttarlo giù, se ci potete rivelare qualcosa.

Gabriele: Vado io?

Valerio: Vai.

Giorgia: Vai, vai.

Valerio: Vai, Gabriele.

Gabriele: Diciamo che, per quanto riguarda l’idea principale, ci piaceva proprio che lo stesso identico argomento fosse trattato sia dal punto di vista emotivo, sia dal punto di vista tecnico.

Valerio: Ok.

Gabriele: Quindi… Di solito c’era questo dualismo: aspettavo un attimo che Giorgia toccasse determinati punti e poi, logicamente, un po’ seguivo lei, perché giustamente è il suo percorso. Poi, dopo, lei faceva una rilettura totale proprio perché lei è quella brava a scrivere e io sono quello che non è bravo a scrivere, ancora.

Valerio: Senti Giorgia, quando uno scrive un libro di solito avviene una catarsi, una trasformazione, ci si ritrova a pensare a cose a cui non si era mai arrivati a pensare prima. È successo anche a te? Scrivere ti ha mosso qualcosa, tirar fuori certe cose e metterle e vederle nero su bianco?

Giorgia: In realtà devo dire che il libro è stato scritto man mano che sia andava avanti col percorso. Non è quindi stato scritto alla fine o all’inizio, è stato scritto man mano. In questi 3 anni abbiamo fatto il percorso, e man mano scrivevamo questo libro. La cosa che invece è stata sorprendente è stato rileggere poi, alla fine, tutto quello che è stato scritto all’inizio, rendendosi proprio conto dell’effettivo cambiamento che io ho vissuto.

Ogni tanto, quando rileggevamo con Gabry, alla fine appunto dicevamo: “Cavolo, guarda quanto siam cambiati, quanto siamo migliorati, quanto certe cose le percepivamo in un determinato modo e invece, adesso che sono passati due anni e mezzo, in tutt’altro modo”. È stato veramente un percorso sorprendente proprio per questo.

Valerio: Secondo te, Giorgia, qual è la trasformazione che il lettore può avere leggendo questo libro, o perlomeno, qual è la parte che ti piace di più e qual è quella che pensi abbia un impatto maggiore nella vita di chi, questo libro, lo può leggere?

Giorgia: Io penso che… Io ho deciso di chiamarlo Il viaggio di Giorgia Sottana, abbiamo deciso assieme di chiamarlo così, perché è stato effettivamente un viaggio alla scoperta della persona che ero. Penso che un lettore possa assolutamente rendersi conto del fatto che, dall’inizio alla fine, è stato un percorso di consapevolezza. Penso che sia importante, per ogni persona, rendersi conto di chi è, per questo il titolo è Io sono. Sono arrivata dall’inizio che ero un po’ nel buio ad essere, adesso, in un’assoluta verità e luce che è quello che poi, appunto, io sono. Penso che ogni persona dovrebbe un attimo rendersi conto di chi è, in primis.

Valerio: Ok. Una domanda: avere un mental coach, Giorgia, ti aiuta di più a superare i momenti di difficoltà o ti aiuta di più ad elevare le tue eccellenze?

Giorgia: A me, personalmente, sicuramente aiuta in entrambe le cose.

Valerio: Quale delle due ha giocato di più nel tuo caso specifico?

Giorgia: Per me ha giocato sicuramente… In questi due anni e mezzo ci sono stati momenti veramente difficili. Il mental coach non mi ha direttamente aiutato a superarli, ma piuttosto mi ha aiutato a capire gli strumenti che io avevo già dentro personalmente, in modo da poter affrontare questi momenti al meglio. Personalmente mi è stato utile per poterli affrontare al meglio, perché sappiamo tutti che i momenti difficili ci sono, ma puoi affrontarli in un modo o in un altro. Credo che Gabry mi abbia aiutato a capire come tutto si può affrontare come un percorso di crescita, e non come una sconfitta o come un fallimento.

Metodo e mental coaching

Valerio: Chiaro. Invece, per te, Gabriele, ho questa domanda qui. Presumo che tu abbia un metodo, un protocollo, un modo di lavorare, di operare, con i tuoi coachee. Nel caso di Giorgia, che è spesso fuori, a distanza (è stata all’estero per tanto tempo), che cosa facevate, quanto vi sentivate, che cosa utilizzavate? Usavate Skype? Vi vedevate di persona, al telefono, ogni volta che lei aveva bisogno oppure avevate degli appuntamenti fissi? Ci puoi dire qualcosa sulle metodologie e le routine?

Gabriele: Allora, fai conto che con gli atleti professionisti io ho un rapporto quasi quotidiano, perché aiuta soprattutto all’inizio. Adesso, con Giorgia, ci sentiamo molto di meno, non c’è proprio bisogno. Anzi…

Giorgia: Meno.

Gabriele: …ultimamente meno ci sentiamo… perché per prepararla bene alle europee, o per tutta una serie di cose, dopo un certo punto è normale che diventi un rapporto più dilatato nel tempo. Soprattutto all’inizio, con gli atleti professionisti e con gli imprenditori, per accelerare quel meccanismo del cambiamento ho bisogno di avere “il termometro della situazione costante”. Ne ho bisogno più che altro perché la persona si sente accompagnata realmente, quindi sa che sta facendo delle cose coadiuvata, e che c’è qualcuno che dice “ok, stai facendo i passi giusti”.

Dall’altra parte, mi aiuta anche perché, se vedo una persona come Giorgia (che era in grado di correre subito perché aveva tantissime risorse), la faccio subito correre. Non c’è bisogno di lavorare step by step. Quel che io personalmente dico e che poi mi aiuta, è chiedere, all’inizio, alla persona, di rispondere ad un set di domande che mi aiuta a capire quale può essere il percorso ideale per la persona stessa.

Valerio: Ok.

Gabriele: A volte uso la doppia metafora, o dell’orafo che deve prendere il diamante grezzo e “pulirlo” (quindi lavorare un po’ di fino), oppure quella in cui tu vai da una persona che ti deve fare un vestito su misura. Per quanto “prendere le misure”, ogni percorso è a sé. Ti potrei dire che, comunque sia, la base è il rapporto quotidiano. Si deve creare tanta fiducia soprattutto all’inizio, perché una persona all’inizio si affida, se no rimango sempre nei miei…

Valerio: Certo, è molto importante il rapporto di fiducia tra coach e coachee, deve esserci un completo abbandono, una fiducia totale, altrimenti non si può andare…

Gabriele: All’inizio sì, poi dopo, la persona… Io amo la libertà, è tra i miei valori base. Giorgia sa che quando lei ha una risorsa non può venire a chiedere a me la stessa identica risorsa, perché io le dirò: “Guarda che è già dentro di te, l’abbiamo allenata, l’hai sviluppata, quindi ce l’hai già”. È questo che poi ha permesso veramente alla grande libertà che è Giorgia di esprimersi. È tutto il cambiamento, perché ha sentito la necessità di cambiare per lei, non perché io…

Valerio: Certo.

Gabriele: Con lei…

Valerio: Certo.

Gabriele: … assolutamente, e questo è un gran vantaggio.

La relazione professionale: il percorso di Giorgia e il lavoro di Gabriele

Valerio: Giorgia, la tua è stata una sensazione positiva, empatica e immediata con Gabriele? Hai sentito subito un feeling o si è costruito nel tempo? La mia domanda è un po’ bastarda, c’è stato prima un po’ l’opportunismo di avvalersi di un professionista, a prescindere da quelle che erano le sensazioni emotive di simpatia che potevi provare nei suoi confronti, o ha prevalso prima la simpatia verso di lui e ti sei quindi fidata in questo senso?

Giorgia: No, in realtà Gabry lo sa che all’inizio non mi aveva fatto una bellissima impressione, perché io avevo delle aspettative che mi ero creata, nella mia testa, che poi non erano la realtà per quanto l’avevo immaginata io. Ho fatto quindi un po’ fatica all’inizio, però io avevo veramente voglia di migliorarmi, quindi mi sono subito aperta in modo decisamente onesto con Gabry. Gli ho spiegato quali erano le mie perplessità e qual era il mio punto di vista, e lui è stato super nel guidarmi in questa cosa.

È stato un momento di minimo dubbio, perché poi ho detto: “Ok, se scelgo di fare questa cosa e la voglio fare per migliorarmi, tanto vale che la faccia al 100% dandomi appunto nella mia massima sincerità”. Credo sia stato quello il vero step che ci ha permesso di creare un rapporto così di fiducia e onesto, perché da subito siamo stati veramente molto diretti l’uno con l’altro.

Valerio: Ottimo. Qui dietro ci sono una citazione tua e una di Gabriele, nella tua dici: “Non sono ciò che faccio, ma in ogni cosa che faccio metto tutto ciò che io sono”. C’è veramente una sensazione di forte dedizione in ogni tua attività, in ogni tuo obiettivo che vuoi perseguire.

Giorgia: Adesso, ad oggi, sicuramente sì, prima… Quella non è una frase qualunque, ma è una frase che veramente, in questo momento, mi identifica. Prima pensavo di essere Giorgia la giocatrice, invece adesso giocare è quello che faccio, non è esattamente quello che sono. Però, quando vado in campo, quando mi alleno, quando mi rapporto con le mie colleghe, ci metto la persona che sono, non ci metto più la Giorgia unicamente giocatrice, ma ci metto la Giorgia nella sua totalità.

Valerio: Gabriele invece dice: “Per fare il campione bisogna essere campione“.

Gabriele: Sì, perché siamo passati da avere degli sportivi, delle persone, che erano a persone che adesso fanno. C’è stato un abbassamento; penso che prima, nella storia, eravamo ispirati da persone autorevoli. Era il loro essere che manifestava tutto quello che avevano, e le loro azioni riecheggiavano perché loro erano così. Invece, adesso, purtroppo, la società si sta un po’ spostando su quelli che sono, come li definisco io, i “fenomeni”, feno – meno. Non sono positivi, perché poi dopo dimostrano di non curare il proprio lavoro, di non rispettare gli altri, quindi tutta una seria di cose. Magari sono esaltati per un qualcosa che fanno che non va bene, per me. Cioè…

Valerio: Che non va bene. Senti una cosa, tu, Gabriele, lavori solo con sportivi o sei specializzato nel mondo sportivo? Lavori anche con altre tipologie di professionisti o…

Gabriele: Sì, ho avuto la fortuna, negli ultimi due anni, di lavorare con tanti imprenditori, sia…

Valerio: Ok.

Gabriele: …liberi professionisti che persone che avevano aziende. Dopo sono quindi andato anche a fare della formazione all’interno delle aziende, dove appunto portiamo questa tipologia di valori: il fatto di lavorare per obiettivi, il fatto di avere un bel clima (che permette una produttività maggiore), lavorare sulla comunicazione e quanto questo è importante in un team.

Valerio: Certo.

Gabriele: Cerchiamo quindi di far crescere le aziende proprio basandoci sulle risorse interiori dell’azienda stessa. Fortunatamente, anche lì, come nel campo sportivo, sta portando dei bellissimi risultati. Sono molto fiero delle persone che si affidano a me.

La promozione del libro

Valerio: Fantastico. Parliamo velocemente di questo libro, da un punto di vista proprio della promozione. Voi farete dei giri per l’Italia, andrete un po’ di qua e un po’ di là. Io ho avuto la fortuna, l’onore, il piacere di essere il vostro editore, non lo nascondiamo. Tutto va in beneficienza a NutriAid, io non becco un euro, lo stesso voi. Il progetto mi è piaciuto tantissimo, quindi l’ho appoggiato incredibilmente, anche perché la mia casa editrice è usata per gli scritti miei e del mio team, non abbiamo mai aperto a nessuno.

Voi siete i primi, non so se lo sapevate. Appena siamo andati su Amazon è stato già un bel botto: io ho ricevuto e-mail da L’Espresso, voi siete finiti sulla Gazzetta dello Sport. In 10 giorni si sono mosse tantissime cose. Cosa farete voi, adesso, per questo libro? Come lo promuoverete, che impegni vi siete presi? Chi vuole rispondere?

Giorgia: Gabry, vai tu che sei esperto in programmazione.

Gabriele: Benissimo. Allora, prima ci occuperemo della preparazione per le europee di Giorgia, perché la cosa importante è che sappiamo di avere questo grande obiettivo con tutta la nazionale. Alla fine di aprile, quindi dopo Pasqua, e per tutto il mese di maggio, avremo delle date in cui toccheremo varie città d’Italia e faremo la promozione di questo libro. Saremo accompagnati da Marco, il ragazzo che è il nostro collegamento per NutriAid, dove appunto faremo la presentazione. Raccoglieremo delle bellissime informazioni, o meglio, racconteremo quello che è il libro e vedremo anche un po’ la risposta del pubblico. Fortunatamente possiamo dire che verremo a Macerata…

Valerio: YES!

Gabriele: Questo lo anticipo io ma son sicuro che dopo…

Valerio: Vai, vai, vai, vai, vai… no, poi io lo dirò a lungo, il 18 maggio…

Gabriele: Esatto, il 18 maggio verremo a Macerata per fare una festa del basket femminile.

Valerio: Sì.

Gabriele: Verremo e saremo con la Pink Basket, perché Giorgia aveva promesso…

Valerio: Sì.

Gabriele: … di fare un allenamento con queste bambine. Vedi come la vita, quando fai una promessa…

Valerio: Allora, raccontiamo quest’aneddoto perché è una cosa incredibile. Quando uno dice le coincidenze cosmiche…

Giorgia: Pazzesco.

Valerio: È pazzesco, io non ci credo. Posso raccontare io? Poi…

Giorgia: Vai, vai.

Valerio:
Allora, che cosa è successo? Io ho una bimba di 7 anni che ne fa 8 a maggio; due anni fa un’associazione di Macerata (la mia città) ha vinto un bando europeo dove sono stati dati dei fondi per creare una squadra di basket femminile per i piccoli. Sono state scelte 3 città in Italia e Macerata era una di queste. Parte il progetto e mia figlia si iscrive a basket. Giorgia, mia figlia che vedrai fra qualche settimana, è un disastro totale a basket, però ci mette tanta passione perché si diverte, corre dietro la palla ma ancora non ha capito da che parte deve andare.

Comunque, è molto carino, questi bambini giocano, si divertono, si allenano due volte alla settimana. Se non sbaglio, senza voler fare torto alle altre due, il progetto nelle altre due città non è andato avanti. Macerata è rimasta l’unica città in cui questa cosa è proseguita. Nel frattempo, è arrivato un videomessaggio di Giorgia alla squadra Pink Basket per salutare le bambine, per incoraggiarle. Io ancora non conoscevo Giorgia e non conoscevo neanche Gabriele.

Un giorno, la mia collaboratrice Valentina Vandilli che si occupa dei social, ha portato in studio Gabriele e mi ha detto: “Guarda, ti devo far conoscere uno fortissimo, un mental coach. Ci stiamo coordinando per fare delle cose insieme”. È arrivato Gabriele e ok, ho conosciuto Gabriele ed è venuto fuori che lui è il mental coach di Giorgia. Io ancora non avevo collegato il videomessaggio di Giorgia a quella Giorgia, non ci avevo proprio pensato. Coincidenze cosmiche, mi ritrovo editore di Giorgia e di Gabriele che sono persone che sono entrate in momenti diversi nella mia vita, Giorgia addirittura prima con un videomessaggio alla squadra di mia figlia del basket.

Ci ritroviamo adesso tutti qua, fra qualche settimana, a Macerata, a una mega festa con tutte le squadre femminili della zona. C’è anche Civitanova, Ancona… adesso non so chi si vedrà, però è fantastica questa cosa.

Giorgia: È veramente una coincidenza di quelle da tenersi belle strette.

Valerio: Mamma mia, se non sono segnali che vengono da qualche parte…

Gabriele: Poi è vero, siamo sotto Pasqua, quindi i segnali dall’alto vengono… no?

Il futuro (immediato) di Giorgia

Valerio: I segnali dall’alto sono di default in questi giorni. Ok. Senti Giorgia, quali sono adesso i tuoi prossimi impegni sportivi?

Giorgia: In questo momento (in realtà un po’ tutta la stagione), sono veramente focalizzata per quello che sarà il nostro impegno di fine giugno, ovvero gli europei, che saranno in Serbia. Sono veramente importanti, primo perché siamo una bella nazionale con un bel cuore, secondo perché questi europei qualificano per le Olimpiadi o i pre-olimpici. Abbiamo un obiettivo abbastanza importante da raggiungere, quindi in questo momento non riesco a vedere più in là del 7 luglio, arrivo fino a lì e poi c’è il vuoto cosmico. Sono proprio…

Valerio: Il focus è su quello.

Giorgia: Esatto, esatto, quindi questo è quanto.

Valerio: Adesso stai in un momento di riposo o ti stai allenando? So che ci sono dei cicli nella vita degli atleti, momenti di pausa e momenti di sforzo intensivo. In che fase di trovi adesso?

Giorgia: Guarda, adesso io ho finito la stagione con Istanbul. Sono a casa…

Valerio: Ok.

Giorgia: …ma in realtà non mi sto fermando, mi sto allenando ogni giorno. Anzi, tra un po’ devo andare all’allenamento.

Valerio: Ok.

Giorgia:
Mi sto allenando da sola con un mio allenatore, per me fino al 7 luglio non c’è pausa…

Valerio: Non c’è pausa.

Giorgia: …questo è poco ma sicuro.

Consigli per affrontare le sfide

Valerio: Ultimissima domanda per tutti e due, a Gabriele prima e a Giorgia dopo: per chi ci ascolta, avete un consiglio che viene dalla vostra esperienza, dalla vostra professionalità, da quello che avete visto e vissuto? Se voi poteste dare un suggerimento, un consiglio per migliorare la vita di chi ci sta ascoltando, che sia un modo di fare delle scelte, di prendere delle decisioni, o il modo di affrontare delle sfide, uno strumento, un’idea, qualunque cosa che può essere d’aiuto a chi ci ascolta, cosa direste? Gabriele?

Gabriele: Per me la cosa principale è avere l’attenzione, avere il focus. Davanti ad una scelta è bene domandarsi esattamente cosa si vuole che accada e avere ben chiaro quello che si vuole, quindi escludere il resto. Questo ci aiuta ad avere una direzione, una forza e soprattutto un’auto-motivazione che ci permette di andare verso quello che vogliamo realmente.

Valerio: Fantastico. Giorgia?

Giorgia: Per me invece (lo dico dalla parte di un’altra età ma anche di una persona), è importante cercare di capire e rendersi conto che quando vuoi raggiungere un obiettivo non sei da solo. Devi avvalerti delle persone che sono accanto a te, perché ovviamente, quando… Gabry dice sempre: “Quando si corre assieme si va più veloci”: bisogna avere la forza di capire che a fianco abbiamo delle persone che ci spingono e soprattutto avere anche il coraggio, ogni tanto, di alzar la mano e dire: “C’è qualcuno che può darmi una mano e può aiutarmi?”. Spesso il chiedere aiuto viene visto come una fonte di debolezza, invece io trovo che chiedere aiuto sia un grande coraggio.

Valerio: Fantastico, fantastico. Bene, benissimo, grazie. Vi ringrazio tantissimo per essere stati qui con me e con tutti quelli che ci vedranno e ci ascolteranno. Questo è il libro “Io sono: il viaggio di Giorgia Sottana” di Gabriele Vani e Giorgia Sottana, lo trovate su Amazon, in versione Kindle o stampata. Tutto va in beneficienza a NutriAid. Io vi ringrazio tantissimo per essere stati con me oggi, vi saluto, ciao Gabriele, ciao Giorgia. Mi ritrovate, ovviamente, con questa intervista, su YouTube, Facebook, “PODCAST”, ovunque. Se volete lasciare un commento qui sotto iscrivetevi alla mailing list di Valerio.it, così riceverete anche informazioni sui prossimi appuntamenti di Giorgia e Gabriele per la presentazione del loro libro. Un saluto a tutti…

Giorgia: Grazie mille, grazie Valerio.

Valerio: Auguri e buona Pasqua!

Gabriele: Ciao, ciao.

Valerio: Ciao!

Giorgia: Grazie, anche a te. Ciao!

Valerio: Ciao!