Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Growth Hacking: start up e aziende lo usano per accelerare la crescita del proprio business e raggiungere più velocemente gli obiettivi. Ecco spiegato in cosa consiste, perché è diverso dal marketing tradizionale e quali sono i vantaggi.

Sei sempre tra l’incudine e il martello: da un lato, vivi in un mondo frenetico, dove tutti corrono di qua e di là per accaparrarsi più clienti, più vendite, più guadagni; dall’altro, il marketing è una sfida a lungo termine, per cui i risultati a volte si fanno attendere (d’altronde così è, se vuoi fare le cose fatte bene).

Ma…

E se ti dicessi che non è detto che tu debba sempre aspettare pazientemente un certo periodo di tempo per vedere i frutti delle tue azioni?

Se potessi sperimentare più velocemente, mantenendo bassi i costi e superando i tuoi competitor?

Eh già, suona decisamente bene!

Se ti stai chiedendo come tutto ciò è possibile…

La risposta si trova in due paroline: Growth Hacking.

Ok, ok, se non ne hai mai sentito parlare, può essere che ti sembri una roba complicatissima – oppure lo hai già trovato in giro, ma non ci hai mai capito granché a riguardo.

Tranquillo, sicuramente non sei il solo!

Il Growth Hacking è diventato particolarmente “famoso” negli ultimi anni, soprattutto nell’ambito di tutte quelle start up che devono farsi spazio nel mercato il più velocemente possibile, ma con un budget molto ridotto.

Parliamo in generale di situazioni dove l’obiettivo principale è acquisire il massimo numero di clienti a costi minimi, in modo rapido ed efficace e in cui serve un metodo di crescita specifico.

Ecco quindi che consulenti, esperti di marketing e imprenditori hanno iniziato a considerare il Growth Hacking come il modo migliore per garantire il successo di un business, a prescindere dalla grandezza o dalle risorse a disposizione dell’azienda – alcuni addirittura lo chiamano “il futuro del marketing”…

Come mai?

Semplice: perché tutti quanti vogliono crescere nel modo più veloce possibile, trovando clienti e aumentando i propri guadagni.

Ma cosa si intende esattamente per Growth Hacking?

In questo primo articolo voglio darti una mano a fare chiarezza: ecco tutto quello che devi sapere a riguardo, spiegato in modo semplice.

Buona lettura!

Cos’è il Growth Hacking

Provo a indovinare: la prima volta che ti sei imbattuto in questo concetto, ti sono subito venuti in mente quei nerd simpaticoni che sfruttano le proprie conoscenze informatiche per rubare dati segreti online: i tanto temuti hacker. 

Sì, l’etimologia è la stessa, ma qui parliamo di qualcosa di leggermente diverso. “Hack”, nell’inglese informale, significa anche “trucco” o “espediente”: pensa quindi all’hacking come a delle “scorciatoie” che ti semplificano la vita.

Quindi, cos’è esattamente il Growth Hacking?

È un’espressione coniata nel 2010 da Sean Ellis, un imprenditore che ha aiutato varie aziende, tra cui Dropbox, a raggiungere una crescita accelerata.

Possiamo definirlo come un processo, un modo di fare marketing e di sviluppare la propria offerta, che mira ad accelerare la crescita di un’azienda rapidamente e a costi minimi. Comprende una serie di strategie innovative, creative, convenienti ed efficienti finalizzate ad aumentare la propria base di clienti. 

In che modo?

Attraverso tre elementi principali: il marketing digitale (tra poco ti spiego anche perché non sono la stessa cosa), lo sviluppo del prodotto e l’analisi dei dati.

growth hacking

La parola chiave del Growth Hacking è sperimentazione: funziona concentrandosi sulla crescita come metrica principale, ma facendo esperimenti basati sulla raccolta di dati. In altre parole, si focalizza esclusivamente (o quasi) sull’espansione del business il più rapidamente possibile, attraverso l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti, il traffico web e l’attività sui social media.

Come ti dicevo, è un processo più comunemente associato alle start up e alle piccole imprese, che non hanno molte risorse da impiegare, ma hanno bisogno di ottenere risultati rapidamente. Tuttavia, è un concetto applicabile a qualsiasi azienda online che cerca di mantenere la propria crescita e la fidelizzazione di una base di utenti attivi.

Cosa fa un Growth Hacker?

Ecco quindi che, col diffondersi di questo nuovo processo incentrato sulla crescita, è nata una nuova figura professionale che se ne occupa nello specifico: il growth hacker.

Chi è e cosa fa esattamente?

Un growth hacker è qualcuno che osserva le tendenze del mercato, per poi identificare come e quali strumenti utilizzare ad un unico scopo: raggiungere gli obiettivi orientati alla crescita dell’azienda. Ogni sua decisione, tattica e strategia adottata mira ad uno sviluppo rapido del business.

Un growth hacker progetta, implementa e supervisiona strategie di marketing che consentono di aumentare le vendite e il coinvolgimento dei clienti; conduce ricerche di mercato, esegue test A/B, programma, analizza i dati e fa progetti.

È un professionista con competenze tecniche e soft skills specifiche: di base, ha una mente creativa, aperta e analitica, con un’eccellente capacità di adattarsi ai cambiamenti. 

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le abilità di un growth hacker:

  • mentalità di crescita: sa come scalare un business ed è in grado di gestire i cambiamenti indotti;
  • etica del lavoro: sa organizzare il proprio tempo e i propri compiti nel modo più efficace possibile, lanciando rapidamente nuovi prodotti e campagne, oltre che monitorandoli attentamente per modificarli al volo, se necessario;
  • curiosità e creatività: segue con interesse i risultati di una campagna e sa come adottare tattiche di marketing collaudate per trasformarle in qualcosa di nuovo e interessante;
  • analisi dei dati: sa comprendere i dati, ma è anche in grado di applicare le informazioni che ne derivano;
  • comprensione del mercato: tiene il passo con le tendenze in continua evoluzione, identifica i potenziali investitori e capisce i punti di forza o debolezza del prodotto.

Come vedi, un growth hacker possiede un ampio set di competenze: la conoscenza dei dati è il punto di partenza, per trovare un eventuale problema e la sua causa; poi arriva la creatività per trovare una soluzione e, infine, delle competenze tecniche per portare questa soluzione alla realtà.

Per ottenere una crescita sostenibile e migliorare i risultati delle campagne future, il growth hacker deve infatti capire non solo cosa funziona bene, ma anche perché. Solo in seguito, attraverso i dati e gli esperimenti, automatizza quel processo ed è così pronto a ripeterlo in futuro. 

La differenza tra Growth Hacking e marketing tradizionale

Molti credono che il Growth Hacking si sostituisca al web marketing o che essi siano praticamente la stessa cosa. Beh, si sbagliano!

Da un lato, è vero: il Growth Hacking e il marketing tradizionale si possono sovrapporre, nel senso che, gira e rigira, per entrambi l’obiettivo è comunque quello di indirizzare più persone verso la tua offerta – e quindi farti guadagnare di più.

Solo che il Growth Hacking è nato tra quelle piccole aziende che di budget da spendere non ne avevano mica tanto. Ecco perché combina strategie di marketing, ottimizzazione e know-how di sviluppo per raggiungere gli obiettivi di crescita.

In generale, marketing digitale e Growth Hacking condividono gli stessi canali e strumenti online, ma il Growth Hacking lo fa con una mentalità più agile, creativa e sperimentale. Ne consegue perciò che i growth hacker sono marketer, ma i marketer non sono necessariamente growth hacker.

Comunque, se ti stai chiedendo quali sono le differenze pratiche tra i due, eccole qui:

Approccio e obiettivi 

Il marketing concentra i suoi sforzi sulle prime fasi del funnel di vendita, soprattutto su brand positioning e consapevolezza del marchio per aumentare le vendite. Il Growth Hacking ha un approccio più operativo, puntando direttamente alla crescita del business: un metodo ideale in tutte le fasi strategiche, ma che può fare la differenza soprattutto in quelle di attivazione, fidelizzazione, entrate e referral (tranquillo, nel prossimo articolo ti spiegherò tutto a riguardo). Il Growth Hacking ha come unico obiettivo la crescita dell’azienda; per il marketing, invece, la crescita è solo uno dei tanti obiettivi da perseguire.

Prodotto e metodo

Il marketing gestisce la promozione e la vendita di un prodotto o servizio fatto e finito; il Growth Hacking va oltre, perché aiuta le aziende a migliorare l’offerta per soddisfare le aspettative dei clienti. Parte da una fase creativa, applica una logica di test rapida e implementa le soluzioni più performanti. Il marketing tradizionale parte dal prodotto, mentre il Growth Hacking parte dalla comprensione della sua base di utenti per sviluppare prodotti più facili da vendere.

Budget

Che sia tendenzialmente più ridotto lo abbiamo già detto: il Growth Hacking implica risorse limitate e cerca di sfruttarle al meglio utilizzando tattiche, strumenti e canali innovativi. Il marketing tradizionale opera spesso con investimenti maggiori e può permettersi tecniche promozionali a pagamento. In realtà, la differenza tra i due non è intesa solo come quantità, ma anche come il modo in cui le risorse sono distribuite. Il marketing tradizionale assegna un budget per ogni campagna; il Growth Hacking, invece, lo divide tra diverse idee da testare rapidamente e sulla base dei risultati dei test, aumenterà poi l’investimento negli ambiti più promettenti.

Sperimentazione e analisi dei dati

Il marketing tradizionale lavora di solito su progetti più grandi e a lungo termine, tenendo traccia di tutta una serie di KPI; il Growth Hacking parte sempre da un approccio sperimentale, per verificare quali direzioni funzionano meglio o mostrano il maggior potenziale, e si concentra solo sulle metriche che portano alla crescita: traffico web, social media e, soprattutto, vendite. Un growth hacker lavora sempre in base ai dati, cosa che non sempre accade nella maggior parte dei dipartimenti di marketing.

Vantaggi del Growth Hacking

Perché il Growth Hacking è vantaggioso?

Pensaci: tu stesso, probabilmente, ti sei ritrovato a non avere a disposizione una grande quantità di risorse da investire per raggiungere e acquisire nuovi clienti.

Di conseguenza, devi utilizzare l’innovazione e la creatività come strumenti primari per scalare il tuo business.

Per sua natura, quindi, il Growth Hacking è progettato per utilizzare tutte le risorse di cui disponi nel modo più economico possibile: ti consente di espandere il pubblico e aumentare le entrate, anche se non puoi permettersi costose tattiche di marketing.

Ma questo approccio è utile anche alle aziende più grandi: permette loro di conquistare nuovi segmenti di pubblico, migliorare il ROI e aumentare la fedeltà dei clienti.

Il suo basso costo e i risultati impressionanti sono solo alcuni dei tanti modi in cui il Growth Hacking può influenzare positivamente la crescita di un business: entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono tutti i i principali vantaggi di questo approccio.

Innovazione 

Il Growth Hacking ti aiuta a proporre qualcosa di completamente nuovo ai consumatori, cambiando il modo in cui pensano, risolvono problemi, acquistano prodotti e si comportano: può sconvolgere il mercato, introducendo il pubblico a nuove modalità di uso e consumo dell’offerta. 

Pensa, ad esempio, a Uber, l’innovativo servizio di trasporto “collaborativo”: il fatto che milioni di persone prenotino corse Uber sui propri smartphone invece di chiamare un taxi, è la dimostrazione di come sia avvenuto un vero e proprio cambio di paradigma nel settore.

Velocità e agilità 

Quando ci impieghi troppo per portare un prodotto sul mercato, rischi che i tuoi competitor ti battano sul tempo: ecco perché la velocità e l’agilità rimangono cruciali per conquistare il proprio spazio in settori o nicchie particolari. Il Growth Hacking ti consente di muoverti rapidamente su campagne potenzialmente redditizie, senza vincolarti a una particolare strategia di marketing e sperimentando sulla base dei dati che raccogli.

Decisioni consapevoli

La raccolta e l’elaborazione di dati è fondamentale per prosperare nel tuo mercato: dalle impression al CPM, tutte le metriche relative a social network, traffico web, email marketing ecc. sono la chiave per prendere decisioni migliori.

La data analysis è una componente massiccia del processo di Growth Hacking: agire sulla base di fatti misurabili e concreti ti consente di risparmiare tempo, energie e risorse – oltre che assicurarti un maggio successo in futuro.

Risultati dimostrabili

Essendo basato sui dati, il Growth Hacking ti consente di fare esperimenti e misurare le tue prestazioni, avendo così un quadro completo dell’efficacia di ciascuna tecnica applicata. Usando i dati per ponderare ogni decisione che prendi e monitorando accuratamente le tue azioni, puoi facilmente vedere quali stanno funzionando come speravi e quali no.

Queste informazioni concrete ti permettono di dimostrare i risultati delle strategie applicate.

Sviluppo del prodotto

Anche questa è una componente importante del Growth Hacking: testare diverse opzioni, per conoscere meglio il pubblico, le sue richieste, preferenze e interessi, ti dà le idee giuste su come migliorare il prodotto o il servizio.

Conclusione

Allora, che ne pensi?

Hai le idee un po’ più chiare?

La cosa più importante che devi ricordare in merito al Growth Hacking è che non si tratta di una tattica o di una strategia fissa: è un approccio e una mentalità.

È un processo continuo che, idealmente, non finisce mai: per ottenere una crescita esponenziale e sostenibile nel tempo, la chiave è continuamente sperimentare e misurare i risultati prima di intraprendere qualsiasi azione.

Certo è che potrebbe sembrarti più facile a dirsi che a farsi…

Per cui ti starai chiedendo come tutto ciò si applica in modo pratico.

Non preoccuparti, nel prossimo articolo approfondiremo proprio questo aspetto e ti mostrerò alcuni esempi di strategie di Growth Hacking che potrai applicare al tuo business.

Ps. Nel frattempo, scopri la mia intervista a Raffaele Gaito, il growth hacker più famoso d’Italia: la trovi qui.