Novità in casa Google: l’azienda rilascia questa settimana l’Helpful Content Update, che mira a penalizzare nei risultati di ricerca tutti i contenuti considerati inutili e di poco valore per gli utenti. Ecco tutto quello che devi sapere a riguardo.

Probabilmente è capitato anche a te di visitare una pagina web sperando di trovare tutte le risposte a ciò che stavi cercando e rimanere invece deluso…

Spesso i risultati delle ricerche non sono all’altezza delle tue aspettative: il contenuto non ha le informazioni che ti servono oppure è di difficile approccio a causa della miriade di pop up pubblicitari e annunci che compaiono tra un paragrafo e l’altro.

In effetti, molti argomenti sono presi di mira da creator e agenzie per scrivere contenuti SEO super ottimizzati, a discapito della leggibilità e dell’esperienza utente.

È il caso in cui la pagina in oggetto sia stata creata più per attirare clic, che per informare i lettori.

D’altronde, la sfida alla maggior visibilità (che porta a maggiori guadagni) è quella che affrontano quotidianamente tutti i marketer digitali – ma l’uso di certe scorciatoie rende certi prodotti davvero di basso valore.

Ora, non fraintendermi: ottimizzare i contenuti non è il peggior male del mondo! 

Anzi, non farlo è un vero peccato, quando hai informazioni di valore da condividere con la community del web.

Solo che c’è una differenza tra farlo con l’intento di poter essere più facilmente raggiungibile dai tuoi destinatari e divulgare invece contenuti mediocri su larga scala solo per “giocare” con il sistema e averla vinta.

Sei d’accordo?

La mossa di Google: arriva l’Helpful Content Update

Ecco quindi che lo stesso Google ha deciso di intervenire per migliorare in tal senso l’esperienza utente e assicurarsi che le pagine mostrate siano il più utili e pertinenti possibile.

Come?

Con un nuovo aggiornamento dell’algoritmo, che intende limitare la comparsa di contenuti di bassa qualità e poco autorevoli nella ricerca organica. Contenuti che, per così dire, non “aiutano” le persone a risolvere i loro problemi o rispondere alle loro domande.

Si chiama Helpful Content Update e, dopo essere stato annunciato la settimana scorsa, si appresta ad essere implementato proprio in questi giorni.

L’obiettivo è garantire il miglior connubio possibile tra testo, immagini e video, come parte di uno sforzo più ampio per offrire sempre contenuti originali e realmente utili, scritti dalle persone e per le persone.

Al momento interesserà solo le SERP in lingua inglese, ma ben presto sarà esteso a tutte le lingue – per cui sì, toccherà anche a noi.

Un bel cambiamento anche a ‘sto giro con un impatto non poco significativo: ecco quindi tutte le cose più importanti che devi sapere a riguardo.

Cos’è l’Helpful Content Update di Google?

Chi si occupa ogni giorno di web marketing lo sa, Google implementa periodicamente degli update che vanno ad impattare sul posizionamento delle pagine nei risultati delle ricerche.

Era già successo nel 2012 con Panda Update, un algoritmo che intendeva escludere dalle ricerche tutti quei siti con contenuti di scarsa qualità, finalizzati a guadagnare tramite i click sugli annunci.

Ecco quindi che il 18 agosto i tecnici dell’azienda di Mountain View hanno annunciato un altro aggiornamento significativo, denominato Helpful Content Update.

Come ti dicevo, esso mira essenzialmente a premiare chi pubblica contenuti originali per i lettori: in pratica, consentirà a Google di distinguere i contenuti scritti principalmente per indicizzarsi nei motori di ricerca da quelli effettivamente utili e autentici.

L’aggiornamento inizierà a essere distribuito proprio in questa settimana, per le ricerche in inglese prima e a livello globale poi, ma richiederà fino a due settimane per essere implementato completamente.

Quindi cosa comporta?

Leggendo tra le righe, con l’Helpful Content Update Google si prefigge di penalizzare quei siti Web che ospitano quantità relativamente elevate di contenuti insoddisfacenti o inutili, creati principalmente per il posizionamento sui motori di ricerca: in poche parole, tutte quelle pagine troppo ottimizzate in ottica SEO, ma povere di valore, saranno messe in secondo piano nei risultati e perderanno posizioni.

L’aggiornamento “aiuterà a garantire che i contenuti non originali e di bassa qualità non abbiano un posizionamento elevato nella ricerca”, ha detto Google. Ad esempio, pagine che convogliano semplicemente contenuti da altre fonti senza fornire alcun valore o spunti di riflessione univoci.

Lo scopo, di conseguenza, è aiutare gli utenti a trovare risposte alle loro domande che siano di qualità e di valore, scritte con l’intento sincero di informarli e supportarli.

Come funziona l’Helpful Content Update?

Come ti dicevo, l’aggiornamento inizierà a essere distribuito questa settimana.

E cosa succederà?

Che qualsiasi contenuto su siti che contengono una certa quantità di contenuti non utili avrà meno probabilità di indicizzarsi bene nella ricerca.

Mi spiego subito meglio.

La principale caratteristica dell’Helpful Content Update è che, a differenza di altri applicati pagina per pagina, questo sarà esteso a tutto il sito web. 

Ciò significa che se Google decide che il tuo sito sta producendo una quantità relativamente elevata di contenuti inutili, scritti principalmente per il posizionamento nella ricerca, l’intero sito ne risentirà in maniera negativa (quindi non soltanto singole pagine o sezioni di esso).

E perciò no, non puoi nemmeno spostare contenuti in una sottocartella o sottodominio: l’unica cosa che puoi fare è eliminare o migliorare ciò che appare di scarsa qualità.

Google non dice esattamente quale percentuale di pagine deve essere utile e non utile per attivare questa classificazione; certo è che ti porta a fare una sorta di “esame di coscienza” a riguardo.

Allo stesso tempo, è ovvio che se hai contenuti di valore, la rimozione di quelli mediocri lascerà loro più spazio nei risultati.

Ma in che modo Google agisce?

In pratica, è un processo automatizzato che valuta regolarmente i contenuti, assegnando loro dei punteggi.

Ma ciò non significa che se li correggi oggi, il tuo sito si riprenderà domani: c’è un periodo di convalida, di attesa, che permetta a Google di fidarsi del fatto che ti impegnerai costantemente nel migliorarli. Google ha bisogno che tu dimostri, nell’arco di diversi mesi – sì, diversi mesi – che essi sono effettivamente utili a lungo termine.

Questo algoritmo verrà eseguito in modo automatico; i punteggi continueranno ad aggiornarsi continuamente.

Riguardo all’impatto che avrà sulle dinamiche del web, l’Helpful Content Update sarà sicuramente “significativo”: anche se non si rivolge a nessuna nicchia specifica, ci sono alcune categorie che potrebbero risentire maggiormente delle nuove modalità di valutazione ai fini del ranking.

Ci sono infatti alcuni tipi di contenuti che sembrano essere influenzati più di altri in base ai loro test (almeno per ora), ossia materiali educativi online (tipo guide e tutorial), arte e intrattenimento, acquisti e tecnologia.

L’idea è che potrebbero esserci più “contenuti inutili” di bassa qualità che vengono colpiti in queste aree di nicchia rispetto ad altre.

Conclusione

Perché Google sta rilasciando l’Helpful Content Update? 

Beh, perché ha fatto un po’ di ricerca e in base ai feedback degli utenti, sembra che molti di loro non siano troppo contenti di ciò che trovano grazie al motore di ricerca.

Questa quindi è la riposta per migliorare i problemi legati alla qualità del servizio.

È chiaro che l’Helpful Content Update potrebbe scuotere drasticamente il mondo SEO: ha il potenziale per essere devastante per i siti che creano contenuti principalmente per il traffico organico, ma anche per premiare al contempo quelli orientati ad aiutare veramente le persone.

L’obiettivo di qualsiasi creator dovrebbe in effetti essere solo e soltanto uno: concentrarsi su argomenti soddisfacenti, utilizzando le migliori attività SEO per portare valore aggiunto agli utenti. Essi dovrebbero dimostrare chiaramente competenze approfondite e di prima mano, come esperti autorevoli del tema affrontato.

Come ben sai, sono da sempre stato promotore dell’autorevolezza e questo è la dimostrazione della sua importanza!

E, non a caso, sono passati già un po’ di anni da quando sostenevo nel mio bestseller che il SEO fosse morto…

Comunque, se ora ti stai chiedendo come agire concretamente per far fronte a questo cambiamento, non perderti il prossimo articolo, in cui troverai qualche informazione super interessante.

Nel frattempo, spero che questo abbia fatto un po’ di chiarezza a riguardo e se hai dubbi scrivili nei commenti: sarò pronto a risponderti!