Coaching e mentoring hanno un obiettivo in comune: aiutare le persone a raggiungere gli scopi prefissati, in ambito personale o professionale. Ci sono però delle differenze tra i due metodi: ecco quali sono e come valutare quale sia il più adatto a te.

Non so te, ma io amo trovare ispirazione nelle altre persone.

Che siano amici, colleghi, addirittura concorrenti o semplicemente professionisti nel loro settore che ho la fortuna di incontrare e conoscere…

La ritengo un’occasione unica quella di imparare qualcosa di nuovo da chiunque ne sappia più di me su un determinato argomento.

L’ho fatto con Antonio Panico e con Luca Mazzucchelli: prendo ciò che mi serve da loro, lo applico e vedo i risultati che ottengo nel mio business. Per non parlare poi del fatto che da tutto ciò sono nate delle bellissime amicizie!

Fatto sta che ritengo indispensabile non sentirsi mai arrivati nel proprio lavoro – il che vuol dire anche affidarsi a dei coach che possano guidarti in un pezzo del tuo percorso di crescita (personale e lavorativa), così come avere dei mentori di riferimento ad indicarti la strada migliore da percorrere.

Sei d’accordo?

Molto bene.

Come vedi, ho usato due termini diversi per parlare di quelle persone che in qualche modo ti aiutano a crescere e migliorare: coach e mentore.

Non a caso!

Sai che, seppur usati un po’ indistintamente, coaching e mentoring in realtà significano cose ben diverse tra loro?

Sì, a volte i coach possono essere mentori e i mentori possono essere coach. In effetti, coaching e mentori hanno lo stesso obiettivo: aiutarti a crescere, a svilupparti e realizzare il tuo pieno potenziale.

Indipendentemente dal tuo livello, coaching e mentoring possono essere risorse preziose, che ti danno l’opportunità di assumerti la responsabilità del tuo successo personale e professionale.

Tuttavia, ci sono alcune differenze fondamentali tra un coach e un mentore, e di conseguenza tra programmi di coaching e mentoring: conoscerle e capirle può avvantaggiarti nel caso in cui tu decida di affidarti a uno di questi servizi – ma anche qualora tu stesso voglia intraprendere una formazione per proporti a supporto di chi si rivolge a te chiedendo il tuo aiuto.

Ecco perché in questo articolo ti spiegherò in cosa consistono, in che modo sono così diversi e come puoi decidere quale sia il migliore per te.

Buona lettura!

Coaching e mentoring: una definizione

Prima di tutto, se non lo hai già fatto, ti consiglio di leggere il mio articolo sul coaching, dove ti spiego in modo più approfondito di cosa si tratta e quali tipologie esistono (tra l’altro, se tu stesso lavori nel settore, trovi altri due articoli super interessanti nel mio blog, sul marketing per coach e sulle azioni strategiche che puoi attuare per affermarti).

In ogni caso, vediamo di descrivere brevemente entrambe le tipologie di servizio, così da fissare un buon punto di partenza per tutto il resto.

Online si possono trovare varie definizioni.

L’International Coach Federation definisce il coaching come un processo di collaborazione interattivo, stimolante e creativo, che aiuta persone e aziende a massimizzare il proprio potenziale, svilupparsi più rapidamente e produrre risultati più soddisfacenti.

Come? Migliorando le capacità di fissare obiettivi, agire, prendere decisioni consapevoli e sfruttando appieno i propri punti di forza.

Un coach si focalizzerà quindi sulle tue specifiche abilità, insegnandoti a padroneggiarle, e sulle problematiche che incontri, mostrandoti il modo per superarle.

Di solito, quella tra coach e coachee è una relazione a breve termine, che dura il necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tende inoltre ad essere più formale e strutturata: le sessioni sono di solito programmate in luoghi e momenti specifici.

L’Association for Talent Development definisce invece il mentoring come una relazione più informale tra una persona esperta e fidata e un’altra all’inizio di un percorso professionale, all’interno della stessa azienda o dello stesso settore di riferimento.

Il mentore è una sorta di guida: occupa di solito un ruolo a cui aspiri e ha raggiunto il successo che desideri per te stesso. La sua esperienza ha un valore inestimabile per te, così come i suoi consigli e feedback, che ti aiutano a migliorare fiducia e autostima.

Questo tipo di rapporto lavorativo è quasi sempre di lunga durata e prevede la condivisione reciproca e la creazione di un clima di fiducia necessario alla crescita personale. 

Comunque, al di là delle varie definizioni, una cosa è certa: coaching e mentoring condividono sicuramente alcuni aspetti fondamentali. Ecco qui i principali:

  • Si basano su relazioni one-to-one di supporto;
  • Ti aiutano a raggiungere uno o più obiettivi;
  • Ti mostrano la strada da percorre per andate dal punto A al punto B;
  • Sostengono la tua crescita e il tuo sviluppo, personale e professionale;
  • Ti aiutano ad aumentare la consapevolezza di te stesso e ad aprirti a nuove prospettive di crescita;
  • Possono produrre un cambiamento reale e duraturo nella tua vita.

Coaching e mentoring: 5 differenze

Tutto chiaro fin qui?

Bene, vediamo quindi quali sono le principali differenze tra coaching e mentoring.

#1 Focus e durata

In generale, è vero che sia il coaching che il mentoring possono essere a breve o lungo termine, a seconda delle tue esigenze e del tempo a te necessario per ottenere ciò che desideri.

Tuttavia, tra i due, di solito il coaching prevede di raggiungere obiettivi specifici in un tempo più breve e definito; questo si traduce in incontri strutturati con attività progettate per guidarti in una particolare direzione.

Il mentoring, invece tende a durare di più, anche per la sua natura personale e informale – non solo, ha il potenziale per durare una vita se si traduce in amicizia, come spesso accade. Il focus è sullo sviluppo e sugli obiettivi a lungo termine, secondo una prospettiva più ampia e generale.

#2 Formalità del rapporto

Molto spesso la relazione di coaching è vista come un impegno più formale, in cui tu cerchi qualcuno appositamente formato e con le competenze necessarie per supportarti nel percorso di crescita.

Quando ti rivolgi a un mentore, invece, si instaura di solito un rapporto più personale, quasi intimo, in cui entrambi siete disposti a mettere sul tavolo tutte le carte che servono, anche quelle che sembrano andare oltre il semplice rapporto di collaborazione professionale. 

#3 Guida

Il coach è di solito colui che “tiene le redini” della relazione: questo perché il coaching è legato ad una performance ben definita, in cui c’è un’abilità o uno scopo specifici in cui il coach è esperto e su cui può fornire consigli.

Nel mentoring, invece, il rapporto è più di tipo bidirezionale, di condivisione e scambio reciproco, per cui spesso è l’allievo ad essere al posto di guida o comunque a definire il proprio percorso in base a ciò su cui intende lavorare.

#4 Personalizzazione vs ripetitività

Come ti dicevo poco fa, il coaching tende a essere più strutturato: in pratica, il coach ha un piano di azione a cui fa riferimento per aiutare le persone che si rivolgono a lui. È chiaro che ogni situazione è a sé, ma tendenzialmente ci sono degli step fissi che propone ai suoi coachee e in base ai quali valuta l’andamento del percorso. 

Il mentoring è al contrario meno ripetibile e più personalizzato: essendo una relazione in cui anche tu, come allievo, partecipi attivamente, subentrano molti più fattori che distinguono ogni caso dagli altri in maniera più definita.

#5 Obiettivi

Ti rivolgi a un coach quando vuoi migliorare una o più competenze specifiche; esistono infatti diversi ambiti (Mental Coach, Business Coach, Life Coach) a seconda dello scopo che intendi raggiungere. Alla fine, l’obiettivo è quello di ottenere un miglioramento in termini di abilità e capacità che sia concretamente misurabile.

Nel mentoring vuoi attingere alla conoscenza, all’esperienza e alla competenza di qualcuno più esperto di te, che diventa per te un modello e un esempio di riferimento a cui ispirarti. Questo ti permette sicuramente di acquisire nuove doti o migliorarne di esistenti, ma soprattutto ti porta a un cambiamento o un avanzamento a 360° della tua vita o carriera. Diciamo che la prospettiva di crescita è in genere più ampia e quasi “olistica”.

Coaching e mentoring: quale fa per te?

Ora che hai capito le principali differenza tra coaching e mentoring, potresti chiederti quale tra i due può essere considerato migliore.

Beh, nessuno o entrambi…

Sì, la verità è che non esiste una risposta assoluta!

Dipende moltissimo da cosa intendi ottenere; per facilitarti, ecco qui alcune indicazioni a riguardo.

Il coaching fa per te se stai cercando di sviluppare un’abilità specifica o acquisire nuove competenze in un breve periodo di tempo; il mentoring è invece più adatto se hai bisogno di una guida che ti mostri passo passo il percorso da compiere, ma che al tempo stesso ti stimoli e ti fornisca la giusta motivazione per concentrarti sullo sviluppo della tua carriera.

Se comunque non hai le idee chiaro su ciò che farebbe meglio al caso tuo, prova a fare queste considerazioni:

  • Qual è il tuo punto di partenza? Uno dei maggiori fattori nella tua decisione dovrebbe essere la fase attuale del tuo viaggio. Se sei all’inizio della tua startup, un mentore può rispondere alle tue preoccupazioni, offrendoti consigli di ampio spettro per aiutarti a crescere. Man mano che passa il tempo, potresti invece aver bisogno di focalizzarti su alcune strategie nello specifico: ecco quindi che un coach del settore può indirizzarti.
  • Quali sono le tue esigenze? Chiediti se hai delle difficoltà in un ambito o task specifico, o se invece vuoi migliorare in generale il tuo approccio al business.
  • Quali regole ti possono andar bene? Determina quanto spesso ti incontrerai, quanto durerà la collaborazione, lo schema dei ruoli e i tuoi metodi preferiti di comunicazione e feedback.

Conclusione

Come avrai intuito, coaching e mentoring sono tecniche di apprendimento estremamente efficaci e portano con sé una serie di vantaggi.

In generale, entrambi possono migliorare notevolmente le tue prestazioni individuali, a partire dal desiderio di crescere e svilupparti, insieme alla buona volontà di esporti a nuove prospettive e aprirti a nuovi modi di pensare.

Una volta comprese le somiglianze e le differenze tra coaching e mentoring, puoi anche capire come sono in grado di completarsi a vicenda come metodi di crescita.

Infine, ricordati sempre che ogni relazione di spessore si costruisce sulla base della fiducia e del rispetto: devi fidarti del tuo coach o mentore perché ti fornisca consigli, feedback e supporto, sulla base delle sue esperienze di vita.

E non temere di aprire cuore e mente: imparare da qualcuno che ha più esperienza di te e che può condividere apertamente successi e fallimenti è un dono straordinario. La chiave per ottenere il massimo da tale relazione è la tua capacità di non essere giudicante o troppo frettoloso nelle tue decisioni e di aspettarti l’inaspettato.

E tu, hai già avuto esperienze di coaching e mentoring?

Fammelo sapere nei commenti!

Lascia un Commento

La tua email non verrà pubblicata.